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Progetti vari

Tagliacarte in legno

Ciao a tutti,

dopo un bel po’ di tempo torno a scrivere su questo blog e vi presento il mio tagliacarte, realizzato con un listello di scarto di faggio.

Purtroppo non ho foto della lavorazione perché l’ho realizzato “di getto”, nel senso  che avevo un’oretta libera a disposizione e mi sono buttato a capofitto nel lavoro!

In pratica, dopo aver preparato un disegno su carta, l’ho ricopiato su di un listello spesso 10 mm poi, col seghetto alternativo, ho tagliato il profilo. A questo punto ho segnato con lo scalpello la parte in cui la lama si congiunge con l’impugnatura ed ho provveduto ad assottigliarla su tutti e due i lati con lo scalpello, fino a raggiungere lo spessore che mi sembrava più adatto.

Ora si passa alla realizzazione del manico che è stato prima stondato con l’utilizzo di una raspa mezzo dolce, poi ammorbidito con una vastringa e successivamente finito di modellare con il coltello utilizzato a rasiera. La parte finale del lavoro consiste nella realizzazione del filo della lama, e per questo ho utilizzato la stessa raspa di prima per poi continuare con della carta abrasiva fissata su di un listello di scarto, grana 180 – 240 – 400.

tagliacarte4Alla fine tutto il tagliacarte è stato levigato fino a 400, poi la lavorazione è passata nelle mani di mia moglie che ha realizzato col pirografo le decorazioni. Qui di fianco potete vedere il secondo lato. Il tutto è stato finito con due mani di olio di lino cotto.

Spero vi piaccia!!!

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Cucchiaino

Salve a tutti,

il progetto che vi presento stasera è nato grazie ad un interessantissimo articolo dello scultore Paolo Frattari apparso sulla rivista Legnolab del maggio 2013. L’oggetto in se non ha assolutamente niente a che vedere con quello realizzato da lui (anche perché ci metterei la firma ad avvicinarmici anche lontanamente!). Quello che soprattutto è stato determinante è la spiegazione del procedimento.

Il tutto parte da un travetto di castagno 4×3,5 cm (ho usato questo legno solo perché non ho intenzione di usarlo in cucina, più avanti spiegherò il motivo) . Su di una faccia ho disegnato il cucchiaino visto dall’alto e su di un fianco la visione laterale, facendo attenzione che i due disegni siano ben allineati.

Il cucchiaino grezzo "esce dal guscio"
Il cucchiaino grezzo “esce dal guscio”

Realizzazione di un cucchiaio in legno A questo punto sarebbe stato necessario lavorare con la sega a nastro che però non ho, quindi, mettendoci più tempo e moltissima più attenzione il lavoro è stato svolto egregiamente anche col seghetto alternativo con il pezzo fermato nella morsa.

Il cucchiaino grezzo
Il cucchiaino grezzo

Qui sopra potete vedere il cucchiaino grezzo al centro e gli scarti del travetto e qui a  lato un primo piano di come si presenta dopo la fase di sgrossatura.

Adesso passo a lavorare prima sul manico, arrotondando il tutto utilizzando una sgorbia 7/14 (uso questa perché non ho molta scelta per il momento) rifinendo tutto utilizzando il coltello usato a rasiera. Qui sotto potete vedere due foto dei distinti momenti.

Rifinitura dal manico con la sgorbia
Rifinitura dal manico con la sgorbia
Utilizzo del coltello a rasiera
Utilizzo del coltello a rasiera

 

L’autore dell’articolo di cui sopra consiglia di utilizzare una piccola pialla tipo quelle da liutaio, poi passare alla vastringa con suola in ebano, successivamente alla rasiera ed infine alla carta vetrata. Vorrei tanto avere tutta questa scelta negli attrezzi… Per il momento (e mi sa per tanti altri momenti a venire…) ci si arrangia come si può!

Dopo aver fatto questo si passa allo scavo. Per prima cosa ho disegnato la sagoma del bordo e poi, con la stessa sgorbia di prima, ho iniziato a delineare il contorno.Realizzazione di un cucchiaio in legno Poi sono passato alla sgorbia 9/7 con la quale ho  definito la sezione dello scavo trasversale e longitudinale, fino ad ottenere una croce, come si può vedere dalla foto.

La definizione dello scavo
La definizione dello scavo

Ora non resta da fare altro che riprendere la 7/14 (sarebbe stato meglio avere una 3/16, ma questo passa il convento) per terminare lo scavo. Il passo successivo consiste nel capovolgere il cucchiaino e realizzare la parte esterna, per poi terminare il tutto armonizzando la parte finale raccordando i bordi dello scavo con la parte inferiore. Non è facile da spiegare ma se lo state realizzando capite benissimo di cosa si parla.

Alla fine del lavoro ho passato la carta vetrata grana 240 – 400 – 800. Diciamo pure che potevo fermarmi a 400!

E così questo è il risultato finale, non perfetto ma almeno un inizio!Cucchiaino in legno Cucchiaino in legno

 

 

 

 

 

Inoltre oggi ho realizzato una seconda versione un po’ diversa, tanto per fare pratica!Cucchiaino in legno seconda versione Cucchiaino in legno seconda versione

 

 

Ah, manca solo una cosa. Prima ho detto che non lo utilizzerei in cucina a causa del legno utilizzato. Il problema, come mi è stato ampiamente specificato da varie persone, è il tannino presente nel castagno che viene rilasciato appena questo si bagna con acqua, facendo diventare il legno stesso nocivo. Quando finalmente deciderò di realizzare la versione finale credo che utilizzerò dell’olmo, vedremo…

Ciao a tutti, spero vi sia piaciuto!

Mela scolpita

Salve a tutti,

oggi vi faccio vedere il mio primo lavoro di scultura, una mela!

Perché iniziare proprio da questo frutto??? Ma perché è uno dei più facili, è ovvio! 🙂

Scherzi a parte, il tutto è partito da un morale d’abete 10×10 cm, mentre il picciolo è stato fatto con un pezzo di scarto di mogano rifinito col coltello da intaglio. L’oggetto è stato volutamente lasciato così com’era con i segni dello scalpello.

La piccola scultura terminata!
La piccola scultura terminata!

Il progetto è stato preso passo passo da un bellissimo articolo in due parti del bravissimo scultore Paolo Frattari, apparso un paio d’anni fa sulla rivista Legnolab.

Per il momento non ho altre foto riguardo la realizzazione e vi assicuro che ogni passaggio è mooolto più facile da fare che da spiegare! Per ora accontentatevi della foto, in futuro spero di diventare più bravo e di potervi far vedere tutti i passaggi!

 

Cofanetto portagioie decorato con stencil

Ciao a tutti,

oggi vi presento un mio vecchio progetto, in pratica il primo “quasi serio” che abbia mai realizzato. Si tratta di un cofanetto portagioie realizzato in noce tanganica (si chiama noce ma non ha niente a che fare col noce!). Il cofanetto è stato inoltre decorato con la tecnica degli stencil. Essendo appunto il primo lavoro ho commesso vari errori, dai quali però bisogna imparare, quindi racconterò come l’ho realizzato e sottolineerò gli errori per spiegare come invece avrei dovuto fare.

Vista laterale del cofanetto
Vista laterale del cofanetto
Il cofanetto aperto
Il cofanetto aperto

Qui di lato potete vedere un paio di foto (a bassissima risoluzione…) del progetto.

Intanto a quel tempo avevo un’attrezzatura minima e l’unico modo per avere il legno era comprare listelli già fatti tutti di spessore 10 mm, quindi lo zoccoletto consiste in due diverse tavolette (la superiore più piccola) incollate sovrapposte e fresate solo successivamente. Anzi, ad essere sincero a quel periodo non possedevo nemmeno una fresa del profilo adeguato quindi in pratica ho fresato prima la tavoletta superiore a raggio concavo e poi la sottostante a raggio convesso.

Particolare della fresata dello zoccoletto
Particolare della fresata dello zoccoletto

Dopo l’incollaggio risultavano come si vedono nella foto a lato.

Il coperchio consiste semplicemente in listelli giuntati a costa con vinilica senza l’uso di lamelli o particolari rinforzi. Questo perché il ridotto spessore (ed il fatto che non avevo ancora un banco fresa…) non consentivano lavori di precisione. Garantisco che comunque dopo 3 anni il coperchio è ancora saldamente al suo posto!!!

Per quanto riguarda i fianchi, questi sono stati semplicemente incollati ad ugnatura senza altri rinforzi, per i motivi di cui sopra.

Unione a dente e canale
Unione a dente e canale

Una soluzione alternativa sarebbe potuta essere quella di usare il dente e canale come si vede nell’immagine qui a lato. Certo, sarebbe stata un po’ più resistente ma, per il mio gusto, meno estetica perché almeno su un lato rimaneva a vista il legno di testa, e, in un cofanetto portagioie, non è una soluzione che mi fa impazzire.

Particolare del montaggio (errato!) delle cerniere
Particolare del montaggio (errato!) delle cerniere

Adesso si passa al montaggio delle cerniere, che io ho montato nel modo sbagliato, come potete facilmente vedere! Il modo giusto, che all’epoca mi sembrava qualcosa di difficilissimo, sarebbe semplicemente consistito nel realizzare uno scasso di spessore adeguato sul coperchio e sul lato lungo per installarvi le cerniere che così non avrebbero fatto spessore… Sbagliando s’impara!

Ora non restava altro da fare la finitura. Una buona alternativa sarebbe potuta essere con due mani di gommalacca e mano finale di cera, ma sinceramente il tanganica non è che mi piace tanto (praticamente manca quasi completamente di venature) pertanto ho preferito coprirlo con due mani di impregnante ad acqua color noce scuro. A questo punto sono passato alla decorazione con la tecnica degli stencil. Il tutto è stato poi finito con una flatting trasparente sempre all’acqua.

Riguardandolo adesso dopo 3 anni e ripensando a come è stato realizzato non posso far altro che pensare che l’esperienza si fa solo col tempo, ed è meglio sbagliare e apprendere dall’errore piuttosto che non fare una cosa per paura di commettere errori.

Lezione molto importante!!!

La versione dei  miei genitori!
La versione dei miei genitori!

Comunque alla fine il cofanetto mi era piaciuto così tanto che ne ho fatta un’altra versione per i miei genitori!

Lavoretto di intaglio a punta di coltello

Ciao a tutti,

oggi vi faccio vedere un mio vecchio lavoro di intaglio (il primo!!!) fatto su di una tavoletta di tiglio con una finitura a cera.

Per quanto riguarda questa lavorazione c’è poco da dire, chi già conosce la tecnica non ha problemi a capire la realizzazione, chi invece non la conosce e vuole approfondirla può guardare questo sito. Ecco a voi le immagini del lavoro!

Tavoletta di tiglio intagliata a punta di coltello
Tavoletta di tiglio intagliata a punta di coltello
Particolare di un rosone
Particolare di un rosone
Particolare di un altro rosone
Particolare di un altro rosone

 

 

 

 

 

 

 

Si vede benissimo che il lavoro non è perfettamente pulito, anzi, però ne vado particolarmente fiero proprio perché è stato il primo!!!

Tavolo e coppia di sedie per bambini

Ciao a tutti,

eccoci per un altro progetto.

Tempo addietro volevo fare un regalo per i nostri deliziosi nipotini che all’epoca avevano da poco fatto un anno e per questo ho voluto realizzare per loro un tavolo ed una coppia di sedie. Ci tengo a precisare da subito che sono riusciti a sfruttarli appieno non prima di aver fatto un anno e mezzo, quindi l’ho palesemente costruiti con un bel po’ di anticipo! Comunque adesso, a due anni e mezzo, ancora li usano volentieri!!!

Il tavolo insieme alle due sedie
Il tavolo insieme alle due sedie

A fianco e sotto potete vedere le immagini del progetto, scaricabile da QUI.

Sedia vista singolarmente
Sedia vista singolarmente

Il tutto è stato realizzato in abete tranne le sedute ed il piano del tavolo, realizzati in multistrato di pioppo. Perché questa scelta? Innanzitutto perché come potete vedere i colori finali dovevano essere molto accesi (in finale sono destinati a bambini) e pertanto era inutile utilizzare un legno dalla splendida venatura o dal colore bello ma scuro come noce o mogano. Inoltre anche perché non stiamo parlando di un oggetto che deve durare tutta la vita!

Passiamo ora alla realizzazione tecnica. Dato che non avevo molto tempo a disposizione e gli spessori erano decisamente minimi ho deciso di unire le varie gambe alle traverse attraverso la spinatura. Secondo me non aveva molto senso realizzare tenoni su traverse di 20 mm che si inserivano in mortase praticate in gambe di 30 mm. Per inserire il piano e la seduta non ho fatto altro che praticare un canale di adeguata dimensione nelle traverse. Dopo l’incollaggio con normale colla vinilica ho provveduto a carteggiare e verniciare il tutto con una vernice all’acqua (non tossica) a cui ho fatto raggiungere la tonalità voluta mischiando coloranti.

Ah, una cosa importantissima: data la destinazione d’uso è di fondamentale importanza stondare bene i bordi e non lasciare spigoli vivi!

Ecco il risultato finale (le foto le ho fatte col cellulare ed oltretutto non sono il mio forte…):

Il tavolo e le due sedie finite
Il tavolo e le due sedie finite
Foto di una singola sedia
Foto di una singola sedia

I gemellini e gli zii ne sono rimasti molto soddisfatti, e voi??? 🙂

Mazzuolo in castagno

Eccoci qui, primo lavoro postato!

L’altro giorno mi trovavo nel mio laboratorietto e mi sono capitati sotto mano un paio di listelli di castagno avanzati da una precedente lavorazione di sezione 40×35 mm e mi sono chiesto come potevo utilizzarli. Al che mi è venuto in mente di provare un vecchio progetto letto tempo addietro per realizzare un mazzuolo fatto in casa e mi sono detto, perché no???

Allora come prima cosa ho tagliato i listelli in quattro parti lunghi poco più di 20 cm che ho incollato di costa a due a due per arrivare ad una sezione finale di 80×70 mm, dopodiché ho segnato sulla parte superiore il punto dove scavare e, dopo aver sgrossato col trapano a colonna, ho scavato una mortasa da parte a parte col bedano. Dopo aver fatto questo ho preso un altro listellino sempre di castagno di avanzo ed ho tagliato con la sega a mano la parte che doveva inserirsi nella mortasa per fare il manico.
Dopo aver controllato che a secco il manico entrava senza problemi, ho provveduto a tagliare le estremità della testa ad un angolo di 5°.

Successivamente ho stondato i bordi al banco fresa e levigato a mano fino a grana 1000 ed incollato il manico.

Adesso che tutto era pronto non mi è restato da fare altro che lasciare il mazzuolo completato a mia moglie per una bella decorata a mano col pirografo ed andare a lavoro tutto soddisfatto!

Al mio ritorno ho potuto constatare che mia moglie, come sempre, mi ha impressionato con la sua vena artistica! Come finitura tre mani di gommalacca e via.
Questo è il risultato finale, un bel mazzuolo “home made” da 650 gr. circa.

Vista frontale del mazzuolo
Vista frontale del mazzuolo
Particolare della testa con decorazione pirografata da mia moglie
Particolare della testa con decorazione pirografata da mia moglie

Adesso un’ultima considerazione di carattere tecnico. Perché è importante tagliare la testa del mazzuolo con un’angolatura ben precisa? L’angolatura migliore per colpire con naturalezza e senza affaticare troppo il braccio si calcola così:

  • poggiare su di un piano il mazzuolo impugnandolo nel punto che viene più naturale;
  • segnare le due estremità alte del mazzuolo ed il punto preciso in cui poggia il gomito;
  • unire con una linea quest’ultimo con i due segni delle estremità e calcolare l’angolatura della linea.

Il risultato è l’angolatura ideale da dare alla testa del mazzuolo per lavorare più comodi!

Spero che vi sia piaciuto!!!