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Tagliacarte in legno

Ciao a tutti,

dopo un bel po’ di tempo torno a scrivere su questo blog e vi presento il mio tagliacarte, realizzato con un listello di scarto di faggio.

Purtroppo non ho foto della lavorazione perché l’ho realizzato “di getto”, nel senso  che avevo un’oretta libera a disposizione e mi sono buttato a capofitto nel lavoro!

In pratica, dopo aver preparato un disegno su carta, l’ho ricopiato su di un listello spesso 10 mm poi, col seghetto alternativo, ho tagliato il profilo. A questo punto ho segnato con lo scalpello la parte in cui la lama si congiunge con l’impugnatura ed ho provveduto ad assottigliarla su tutti e due i lati con lo scalpello, fino a raggiungere lo spessore che mi sembrava più adatto.

Ora si passa alla realizzazione del manico che è stato prima stondato con l’utilizzo di una raspa mezzo dolce, poi ammorbidito con una vastringa e successivamente finito di modellare con il coltello utilizzato a rasiera. La parte finale del lavoro consiste nella realizzazione del filo della lama, e per questo ho utilizzato la stessa raspa di prima per poi continuare con della carta abrasiva fissata su di un listello di scarto, grana 180 – 240 – 400.

tagliacarte4Alla fine tutto il tagliacarte è stato levigato fino a 400, poi la lavorazione è passata nelle mani di mia moglie che ha realizzato col pirografo le decorazioni. Qui di fianco potete vedere il secondo lato. Il tutto è stato finito con due mani di olio di lino cotto.

Spero vi piaccia!!!

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Cucchiaio da cucina in legno pirografato

Ciao a tutti,

oggi ho deciso che comincerò a postare anche dei lavori di pirografia fatti da mia moglie. Vi assicuro che è proprio brava e ve lo dimostrerò!

Chiaramente per quanto riguarda questi progetti non ho molto da dire sulla realizzazione, parlano di sicuro meglio le foto!!!

Ecco a voi un cucchiaio in legno che ha voluto pirografare per regalarlo a mia madre!

Il cucchiaio completo
Il cucchiaio completo
Particolare della parte frontale
Particolare della parte frontale
Particolare della parte posteriore
Particolare della parte posteriore
Altro particolare della parte finale del cucchiaiio
Altro particolare della parte finale del cucchiaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto bellissimo, vero??? 🙂

 

Tavolino basso da salotto

Ciao a tutti,

ora vi presento un lavoro realizzato pochi giorni fa. Il tutto è nato da un’esigenza ben precisa. In pratica il problema era che davanti il divano nel salone di mia madre vi era un vecchio tavolinetto in vimini un po’ troppo alto per l’uso che ne volevo fare, ovvero poggiapiedi per guardare la TV! L’eccessiva altezza fa venire un po’ di male alla schiena così, l’altro giorno, tutto ad un tratto mi sono alzato ed ho detto a mia madre: “Basta, domani faccio un tavolinetto più comodo!”.

Il problema maggiore è che qui a Roma non ho nessun attrezzo, quindi l’unica cosa che potevo fare è realizzare il tutto in maniera estremamente minimale, contando solo su un trapano avvitatore prestato da mio zio.

Dato la natura particolarmente “casareccia” dell’opera il progetto in Sketchup l’ho preparato dopo aver già finito il lavoro, e serve solo per farlo vedere a voi. Inoltre era fondamentale utilizzare materiali facilmente reperibili in un brico, ciò non toglie che si può sostituire l’abete con qualsiasi altro materiale più “nobile“, il compensato di pioppo con qualsiasi altro multistrato e invece di unire le traverse alle gambe con dei semplici ed antiestetici angolari in ferro optare per il più classico incastro a tenone e mortasa.

Il progetto... finale!
Il progetto… finale!

Qui di lato potete vedere il progetto, scaricabile QUI. Per l’altezza non ho fatto altro che misurare quella del divano e farlo uguale, meglio un centimetro in meno che uno in più! Il piano misura 50×100 cm.

Per la realizzazione non c’è niente di particolare da dire, se non il fatto che il piano superiore è spesso 15 mm mentre per quello inferiore bastano 6 mm, ed a quest’ultimo sono stati tagliati gli angoli per permettere di inserire le gambe.

Particolare degli angolari
Particolare degli angolari

Come ho già anticipato prima tutte le traverse ed i fissaggi del piano superiore sono stati fatti medianti degli angolari in ferro, mentre il ripiano sottostante è stato semplicemente avvitato alle traverse.

Il tavolo finito e pirografato
Il tavolo finito e pirografato

Ecco a voi il progetto finito.

Manca completamente la finitura perché mia moglie ha appena finito di pirografare il piano!

Come potete facilmente vedere non è un granché dal punto di vista estetico, ma vi assicuro che per quanto riguarda la comodità era proprio quello di cui avevamo bisogno! Inoltre in mezzo pomeriggio e praticamente senza attrezzatura di più non si poteva fare!!!

Mazzuolo in castagno

Eccoci qui, primo lavoro postato!

L’altro giorno mi trovavo nel mio laboratorietto e mi sono capitati sotto mano un paio di listelli di castagno avanzati da una precedente lavorazione di sezione 40×35 mm e mi sono chiesto come potevo utilizzarli. Al che mi è venuto in mente di provare un vecchio progetto letto tempo addietro per realizzare un mazzuolo fatto in casa e mi sono detto, perché no???

Allora come prima cosa ho tagliato i listelli in quattro parti lunghi poco più di 20 cm che ho incollato di costa a due a due per arrivare ad una sezione finale di 80×70 mm, dopodiché ho segnato sulla parte superiore il punto dove scavare e, dopo aver sgrossato col trapano a colonna, ho scavato una mortasa da parte a parte col bedano. Dopo aver fatto questo ho preso un altro listellino sempre di castagno di avanzo ed ho tagliato con la sega a mano la parte che doveva inserirsi nella mortasa per fare il manico.
Dopo aver controllato che a secco il manico entrava senza problemi, ho provveduto a tagliare le estremità della testa ad un angolo di 5°.

Successivamente ho stondato i bordi al banco fresa e levigato a mano fino a grana 1000 ed incollato il manico.

Adesso che tutto era pronto non mi è restato da fare altro che lasciare il mazzuolo completato a mia moglie per una bella decorata a mano col pirografo ed andare a lavoro tutto soddisfatto!

Al mio ritorno ho potuto constatare che mia moglie, come sempre, mi ha impressionato con la sua vena artistica! Come finitura tre mani di gommalacca e via.
Questo è il risultato finale, un bel mazzuolo “home made” da 650 gr. circa.

Vista frontale del mazzuolo
Vista frontale del mazzuolo
Particolare della testa con decorazione pirografata da mia moglie
Particolare della testa con decorazione pirografata da mia moglie

Adesso un’ultima considerazione di carattere tecnico. Perché è importante tagliare la testa del mazzuolo con un’angolatura ben precisa? L’angolatura migliore per colpire con naturalezza e senza affaticare troppo il braccio si calcola così:

  • poggiare su di un piano il mazzuolo impugnandolo nel punto che viene più naturale;
  • segnare le due estremità alte del mazzuolo ed il punto preciso in cui poggia il gomito;
  • unire con una linea quest’ultimo con i due segni delle estremità e calcolare l’angolatura della linea.

Il risultato è l’angolatura ideale da dare alla testa del mazzuolo per lavorare più comodi!

Spero che vi sia piaciuto!!!